Annichilazione: intervista al regista
18 gen 2025
ANNICHILAZIONE: INTERVISTA AL REGISTA
Intervista a Daniele Bucceri, regista di "Annichilazione"
Hai ottenuto un riconoscimento importante come una menzione d'onore per aver integrato alla perfezione due differenti tipologie di tecniche, il 3D e il 2D. Come ti sei sentito dopo aver scoperto di aver ottenuto questo premio?
Mi ha fatto piacere. È stato inaspettato perché dopo aver visto le nomination la sensazione che ho avuto è che la competizione fosse alta e io di default mi sento sempre un po’ un outsider o comunque il pesce fuor d’acqua, anche perché ho lavorato da solo. In ogni caso è stata una bella sensazione. È sempre piacevole sapere che il proprio lavoro venga apprezzato.
Come è nata l'idea di unire queste tecniche differenti?
Più che un’idea per me si tratta di un approccio. Un approccio per me abbastanza spontaneo. Nella mia visione delle cose mescolare è un ottimo modo per raggiungere le zone strane e grottesche che vado a ricercare nelle mie storie affinché ne abbiamo anche un riscontro estetico. Non si tratta di voler essere originali o cercare di fare qualcosa di nuovo, semplicemente la mia visione si presta al mettere in relazione cose diverse.
Raccontaci la genesi di questo lavoro. Lo stile visivo e narrativo è uno dei punti forti del cortometraggio. Regia e Animazione si muovono in sinergia perfetta. Come hai fatto a creare questo connubio vincente?
Vi ringrazio. Sono partito dal concetto di nichilismo passivo, credo che il rapporto tra l’individuo e la nostra società renda difficoltosa l’accettazione dell’idea che ognuno di noi ha la responsabilità di creare un proprio di sistema di valori che dia in qualche modo senso alle cose. Si brancola al buio alla ricerca di un’entità che riempia questo vuoto al nostro posto, come risultato ci svuotiamo presto della bellezza del mondo e ne siamo saturi. Qualsiasi cosa arriva a saturarsi. Credo che ognuno di noi possa ritrovarsi in qualche misura in questa dinamica. I personaggi di questa storia sono un eccesso in tal senso. Registicamente credo di essermi limitato a mantenere con i personaggi un certo distacco x, in termini quantitativi forse la stessa distanza che i personaggi hanno deciso di mantenere nei confronti della vita. Ho pensato potesse funzionare e che fosse adatto a creare la giusta atmosfera, o comunque quella che mi piacesse.

Ci sono state influenze o modelli di riferimento particolari che ti hanno guidato?
L’animazione su tutto: sono un amante delle opere giapponesi e aver avuto la possibilità di fare un corto la cui prima parte è girata integralmente in giapponese è una cosa che ancora mi fa volare.
Gli stilemi dell’anime, la sua (quasi) intraducibile grammatica, nonché quel generale senso di allegra malinconia che pervade molte delle serie a cui sono affezionato (Evangelion su tutte), mi hanno permesso di giocare con la realtà di tutti i giorni, e questo mi ha divertito molto.
Oltre a ciò, in quel momento - e parliamo di un paio di anni fa ormai - c’era tutta una cosmogonia di registi che influenzavano le mie opere: Woody Allen, David Lynch, Ingmar Bergman, Bong Joon-ho e tanti altri.
Ma è a questi che devo, se vogliamo, l’influenza principale per la creazione di questo corto. Spero ne siano felici.
Hai dovuto affrontare compromessi rispetto alla tua visione originale?
Si. La sceneggiatura ha subito alcune modifiche sulla base di limitazioni tecniche. Idem durante la lavorazione mi sono trovato a dover rinunciare ad alcune cose. Lavorando totalmente da solo al progetto non avevo tempo per fare alcune cose come le avrei volute. Però devo dire che gli incidenti non sono stati solo negativi, alcune cose si sono trasformate in modo molto interessante e hanno contribuito positivamente.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Annichilazione è il secondo cortometraggio di una trilogia ideale sul nichilismo passivo, mi piacerebbe concludere la trilogia, la sceneggiatura è pronta. Mi piacerebbe chiudere perché la terza storia ha una nota positiva, che penso serva al progetto nella sua interezza. Parla di una ragazza che forse vuole uccidersi o forse no, forse vuole solo disperatamente chiedere aiuto o forse ha solo un crollo psicologico, comunque alla fine cambia idea. Forse ho cambiato idea anche io su alcune cose e vorrei comunicarlo. Prima o poi. Per il momento sto lavorando a un altro progetto di fantascienza su un altro scienziato pazzo che fa esperimenti strani. Credo di essere molto ripetitivo.