Qui dove il mare luccica: sulle orme di Rosy
10 feb 2026
UNA STORIA RACCONTATA DALLE IMPRONTE DI ROSY
Intervista a Giuseppe Modica, regista di "Dove il sole luccica", nominato a Miglior Documentario.
Quale messaggio o emozione speravi di trasmettere?
Ho cercato di restituire in immagini le emozioni che ho provato conoscendo 🐾Rosy, la cagnolina protagonista del documentario. Il suo legame con le tradizioni del borgo, la sua dolcezza e le sfumature che caratterizzano quel luogo e la gente che lo abita. Attraverso di lei ho voluto raccontare anche l’anima di Marina Grande, fatta di autenticità e piccoli gesti quotidiani.

Quali difficoltà logistiche hai dovuto affrontare?
La principale difficoltà è stata seguire Rosy nei suoi giri, aspettando i momenti giusti e mantenendo sempre la camera all’altezza del suo sguardo. È stato un lavoro di pazienza e osservazione, tipico del linguaggio documentaristico. Fortunatamente Rosy era sempre attiva e disponibile, permettendoci di catturare momenti spontanei e veri.
Come hai lavorato alla colonna sonora?
Fin dall’inizio avevo in mente di collaborare con un giovane compositore, Valerio Cinque, che ha compreso subito l’atmosfera che volevo creare. Durante il montaggio abbiamo adattato alcuni brani in base al ritmo delle immagini. Il suo talento ha dato al film un tocco unico, e la presenza di una canzone di Lucio Dalla poi è stata la ciliegina sulla torta.

Quali sono i registi o i film che hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?
Sono molto legato al neorealismo italiano, amo mescolare documentario e finzione, seguire i personaggi con la macchina da presa e cercare, negli sguardi e nella musica, emozioni autentiche. Il mio regista di riferimento resta Sergio Leone, che insieme a Ennio Morricone ha raggiunto vette irripetibili con C’era una volta in America. Tra i miei autori preferiti ci sono anche Terrence Malick, Woody Allen, Stanley Kubrick, Wong Kar-wai e, tra gli italiani contemporanei, Paolo Sorrentino.
Quando hai scoperto la passione per il cinema?
A undici anni chiesi ai miei genitori una telecamera e girai il mio primo cortometraggio, insieme a mio fratello gemello. Da bambino guardavo tre film al giorno, il cinema è stato da subito una parte fondamentale della mia vita.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sto lavorando a una sceneggiatura per un lungometraggio di finzione ambientato in Sicilia, con uno stile semi-documentaristico. Ho scritto anche tre nuovi cortometraggi, e la loro realizzazione dipenderà dai budget disponibili. In ogni caso continuerò a dedicarmi al cinema, anche in veste di produttore.
Cosa consigli a chi si approccia per la prima volta alla realizzazione di un cortometraggio?
Credo che la migliore scuola resti sempre guardare molti film, imparando a riconoscere una regia e una fotografia di qualità. E non bisogna temere la mancanza di budget: spesso con pochi mezzi si possono ottenere risultati sorprendenti. È questo, in fondo, il fascino del cinema indipendente.
