Waterborne: un tuffo nel blu
Feb 19, 2026

UN TUFFO NEL BLU
Intervista a Paola Beatrice Ortolani, regista di "Waterborne: Into the Blue", vincitrice del primo premio a tema Mare nella storia del Moonlight Short Film Festival
Hai vinto il premio tematico Mares, sei la prima vincitrice di questo premio nella storia del festival. Raccontaci del momento in cui sei stata annunciata come vincitrice.
Ciao a tutti, sono Paola Beatrice Ortolani e sono la vincitrice del premio tematico Mares. Quando ho saputo di aver ricevuto questo premio sono rimasta veramente contentissima perché il video che ho realizzato è un insieme di tutte le esperienze più significative che ho fatto sott'acqua in qualità di operatrice video subacquea.

Raccontaci della sfida di girare un video subacqueo. Com'è stato realizzare il cortometraggio?
Realizzare un video subacqueo è molto diverso da realizzare un video a terra. Innanzitutto perché ci troviamo in una situazione percettiva completamente diversa da quella terrestre. L'unica unità di misura che abbiamo è il nostro respiro, i movimenti sono rallentati e bisogna pensare ogni movimento già da prima in modo da essere pronti poi sul momento, anche perché il tempo è molto limitato. Non si può stare sott'acqua tutto il tempo che desideriamo, quindi chiaramente dobbiamo dobbiamo giocarci bene questo tempo che abbiamo. Il video è stato realizzato utilizzando due scafandri diversi.
Da dove nasce la tua esigenza di raccontare il mare filmandone ogni suo aspetto?
La mia esigenza di raccontare il mare nasce quando ero molto piccola e ricordo molto bene quando mio padre mi portava a vedere i pesci e le alghe, la fauna e la flora marina sotto acqua. Mi insegnò lui a guardare attraverso la maschera, a respirare dal boccaglio e soprattutto a fare apnea. Di quelle esperienze mi sono rimasti impressi i colori, il blu, il silenzio, il respiro e sono cose che tuttora ricerco ancora e per fortuna riesco a trovare.

Qual è stato il primo progetto cinematografico a cui hai lavorato? Cosa ricorda di quella prima esperienza?
Il primo progetto cinematografico a cui ho lavorato è stato il mio cortometraggio "Mami Wata", realizzato nel 2021. Era un lavoro molto istintivo e realizzato anche con pochi mezzi, però è stato molto importante per me soprattutto perché è nato durante il Covid. Il primo progetto cinematografico a cui ho lavorato è stato il mio cortometraggio "Mami Wata", realizzato nel 2021. Era un lavoro molto istintivo e realizzato anche con pochi mezzi, però è stato molto importante per me soprattutto perché è nato durante il Covid.
C’è un tema ricorrente nelle tue opere? Cosa la porta a raccontarlo continuamente?
Se devo pensare a un tema che attraversa tutte le mie opere sicuramente è il rapporto tra uomo e ambiente, il rapporto tra esseri umani, tra uomo e memoria, ma dovendo andare ancora più nello specifico spesso mi trovo a rappresentare dei momenti in cui qualcosa si rompe e si trasforma. Credo che quando qualcosa si rompe in realtà dia sempre una nuova vita, a qualcosa di più bello o comunque sicuramente a qualcosa di diverso che vale la pena conoscere.
