The Frog: un progetto studentesco da manuale

Feb 27, 2026

The Threshold

UN PROGETTO STUDENTESCO DA MANUALE
Intervista a Simone Paggetti, regista di "The Frog"

Hai vinto ben 3 premi importanti: Miglior Cortometraggio Studenti, Miglior Attore Giovane e Best Look, la categoria proposta dal nostro partner ufficiale Flashback. Come ti sei sentito dopo l'annuncio di questi importantissimi premi? Raccontaci la tua esperienza durante la realizzazione di questo cortometraggio.

Vincere “Miglior Student Film” e “Miglior Attore Giovane” e "Best Look powered by Flashback" è stata una soddisfazione immensa per quanto mi riguarda, perché non sono assolutamente tre premi scontati da vincere. Questo anche grazie al progetto di IFA Cinecamp Appennino, che appunto ci mette in condizione di andare a girare in posti che magari non possono per forza di cosa essere presi in considerazione.

La genesi del progetto in realtà è molto semplice, perché comunque io sono molto legato al cinema di genere, in particolare all'horror, e poi all'interno della mia classe, col direttore della fotografia, col fonico, col montatore, comunque c'era questo fermento di voler ritornare a fare un cinema di genere.

Io ho scritto un soggetto che è stato accolto dai docenti, dal direttore artistico della scuola e dai miei compagni in maniera molto positiva e da lì dopo è andato in sviluppo. “The Frog” poi è nato per quello che è, ovvero un film che parla del sentimento peggiore e più grande che un uomo possa provare, ovvero il senso di colpa.

Quando si scrive un film e poi lo si gira e lo si monta, già di per sé queste tre fasi riscrivono in qualche modo quello che è il film dell'idea originale. Sicuramente, grazie anche al mio team creativo, all'interno delle riprese ci siamo molto divertiti a cambiare quelle che erano le regole iniziali; per quanto riguarda soprattutto gli incubi, ci sono state molte scene che abbiamo girato perché eravamo ispirati dal luogo, perché ci era venuta un'idea in mente proprio in quel momento, ed è stato sicuramente stimolante da un punto di vista creativo.

La visione artistica è semplice ed è controllata solo ed esclusivamente se c'è ed esiste in maniera concreta. Non ho trovato difficoltà perché poi c'è stato molto tempo per metabolizzare quello che fosse effettivamente “The Frog”. Il film ha dentro di sé molti temi che però girano sempre intorno a quello che è il senso di colpa e rimorso e quindi, con questa visione chiara, precisa e quasi monosillabica, mi ha permesso di mantenere salda quella che era la visione creativa.

Ho scelto di girare un horror psicologico perché secondo me era la forma adatta a quello che era il tema centrale del film e quindi anche lo stile di regia è andato di pari passo a questa esigenza.

Mi piace pensare che i miei film abbiano come tema principale il trauma sotto un punto di vista ben preciso, ovvero sotto il punto di vista del subconscio. In tutti e tre i cortometraggi che ho diretto c'è sempre un protagonista che subisce un qualcosa che viene dall'esterno e che però non riesce a metabolizzare nel momento.

Per quanto riguarda i miei prossimi progetti, in questo momento sto portando a termine tre cortometraggi che in qualche modo sono molto diversi da quello che è “The Frog” e poi sto iniziando a scrivere quello che sarà il mio primo lungometraggio.

Si ragionava sul fatto che “The Frog”, secondo molte persone, secondo molti punti di vista differenti, potesse avere questo respiro un po' più lungo e quindi potesse adattarsi a una narrazione più lunga. Io sicuramente un'idea ce l'ho, quindi non si sa mai, può succedere sicuramente.

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